Condannata a 15 anni la 'regina della ketamina', pusher dell'attore Matthew Perry
La popolare star di 'Friends' fi stroncata da un'overdose nel 2023
Jasveen Sangha, nota anche come la 'regina della ketamina', è stata condannata a 15 anni di carcere per aver fornito la dose letale di ketamina che ha causato la morte della star di 'Friends', l'attore Matthew Perry. La donna, ha riferito Abc News, ha ammesso, nell'ambito di un patteggiamento, di aver collaborato con un altro spacciatore per fornire all'attore di 'Friends' decine di fiale di ketamina, inclusa la dose che ha causato la fatale overdose nell'ottobre 2023. Perry è morto all'età di 54 anni. L'anno scorso Sangha si è dichiarata colpevole di un capo d'accusa per aver gestito un locale adibito ad attività di spaccio, di altri tre capi per la distribuzione di ketamina e di un ultimo legato alla distribuzione di ketamina con conseguente morte o gravi lesioni personali: la donna rischiava una pena massima di 65 anni di reclusione. Nei documenti giudiziari depositati prima della sentenza, i pubblici ministeri hanno sostenuto che Sangha dovesse scontare 15 anni di prigione per la sua "fredda insensibilità e il suo disprezzo per la vita", aggiungendo che la donna ha mostrato "scarso rimorso". A tal fine, hanno citato comunicazioni registrate dal carcere in cui, a loro dire, la donna discuteva dell'"ottenimento di 'marchi registrati' e dell'acquisizione dei diritti editoriali sugli eventi legati al caso". In un memorandum sulla pena depositato il mese scorso, i procuratori hanno affermato che Sangha gestiva "un'attività di traffico di droga su larga scala dalla sua residenza di North Hollywood", dove almeno dal 2019 immagazzinava, confezionava e distribuiva sostanze stupefacenti, come ketamina e metanfetamine. Un'attività pericolosa svolta a dispetto della morte per overdose di due uomini: Perry e, anni prima, Cody McLaury, residente a Los Angeles, deceduto poche ore dopo che la 'regina della ketamina' gli aveva venduto quattro fiale di droga nel 2019. "A lei non importava nulla e ha continuato a vendere", ha accusato la pubblica accusa. Sangha "ha avuto l'opportunità di fermarsi dopo aver compreso l'impatto della sua attività di spaccio, ma ha semplicemente scelto di non farlo": ciò ha giustificato una pena "significativa". In una dichiarazione sull'impatto del reato, depositata prima della sentenza, la matrigna di Perry, Debbie Perry, ha affermato che il dolore causato dall'imputata è "irreversibile".
(M.Boreen--TPT)