The Peninsula Times - Omaggio al cinema nella sfilata Dior Cruise a Los Angeles

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Omaggio al cinema nella sfilata Dior Cruise a Los Angeles
Omaggio al cinema nella sfilata Dior Cruise a Los Angeles

Omaggio al cinema nella sfilata Dior Cruise a Los Angeles

Nel Country Museum of Art Anderson torna al legame con Hollywood

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(di Patrizia Vacalebri) La sfilata della collezione Dior Cruise 2027 disegnata da Jonathan Anderson che si è tenuta nel Los Angeles County Museum of Art, ha reso omaggio al mondo del cinema, che ha sempre avuto uno stretto legame con la maison. Era il 1949. Alfred Hitchcock e i dirigenti della Warner Bros erano nel bel mezzo delle trattative con Marlene Dietrich per il suo ruolo nel suo prossimo film, Stage Fright. Lei impone di indossare Dior sullo schermo per garantire che il suo personaggio, la seduttrice Charlotte Inwood, appaia davvero glamour: "Niente Dior, niente Dietrich!". Prima ancora Christian Dior disegnò i costumi per Le Lit à Colonnes nel 1942, ancora prima di fondare la maison. Ricevette una nomination all'Oscar nel 1955 per i costumi di Terminal Station. Nel 1950 uscirono due film a cui aveva lavorato: Les Enfants Terribles di Jean-Pierre Melville e Stage Fright, che fu uno dei principali punti di partenza per questa collezione. La telecamera inquadra una moodboard con le creazioni di Dior indossate dalle star d'oro di Hollywood, tra cui Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Marlene Dietrich, Ava Gardner, Audrey Hepburn, Grace Kelly, Sophia Loren, Marilyn Monroe ed Elizabeth Taylor. Christian Dior comprese quanto fosse importante l'idea del "sogno" per le persone dopo la guerra, come forma di evasione. Esplorò questo concetto nell'alta moda, i suoi amici surrealisti erano ossessionati dai sogni e, naturalmente, Hollywood è "la fabbrica dei sogni". La sfilata. Mentre il sole tramonta sulle colline di Hollywood, nel Los Angeles County Museum of Art, sotto lo sguardo di artisti, attori, registi e personalità del cinema che assistono al fashion show, sulle note della musica di John Lee Hooker, una modella appare sulla passerella indossando un abito giallo ranuncolo decorato con rose di tessuto. Questo look introduce i fiori come tema ricorrente della collezione. Un luminoso abito arancione sembra un campo di papaveri californiani. E poi le auto americane d'epoca, che hanno ispirato le nuove borse Saddle, con superfici verniciate e ciondoli a forma di chiave dell'auto. La sfilata prosegue con i look femminili che gradualmente lasciano spazio a quelli maschili. I primi look maschili presentano copricapi su misura di Philip Treacy. "Lavorare con Jonathan Anderson su questi pezzi è stato come rivisitare una parte della mia storia - spiega Tracey - rielaborando una tecnica creata per il cappello 'Blow' di Isabella Blow in qualcosa di nuovo per il 2026". Le piume formano lettere e tipografia con precisione millimetrica, pur rimanendo leggere e vibranti. Un cappotto di flanella di lana grigia di Dior appare a righe con le ombre geometriche delle persiane veneziane, un'eco del film noir. I modelli indossano anche camicie disegnate in collaborazione con l'artista Ed Ruscha. Sfilano jeans in denim, strappati e poi ricamati con sottilissime catenelle d'argento che imitano fili di cotone. E sfila anche un abito rosso con un lato arricciato, fermato in vita da un fiore astratto. "Christian Dior inseriva sempre un abito rosso a metà delle sue collezioni - rivela Anderson - semplicemente per dare una scossa al pubblico: un espediente con cui ho pensato di sperimentare". Un flashback alle borse e alle scarpe della sfilata: da una pochette ispirata al nautilus a una silhouette completamente nuova con una base a mezzaluna e scarpe decorate con fiori e paillettes.

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(E.Ndlovu--TPT)